domenica 25 aprile 2010

Il bambino che è in noi


Volete sapere se passerete alla storia? Desiderate conoscere il vostro futuro senza ascoltare le profezie di santoni, di maghi o peggio ancora di ciarlatani? Non occorre che vi scervellate più di tanto. 

Chiedete. Chiedete senza paura. Chiedete ai vostri genitori come eravate da bambini. O meglio ancora chiedetelo ai vostri nonni. Loro sanno tutto. Ciò che hanno pensato di voi allora potrebbe aver determinato la vostra strada. Eccome! Chi ci ama difficilmente sbaglia nel giudicarci.

Non ci credete? Pensate che stia scrivendo delle idiozie? Chiedetelo al nonno di Ernest Hemingway. Quell’uomo intravide il grande futuro del nipote molto prima di biografi o approfittatori del suo successo.

Il Jack Barnes di Fiesta, il Frederic Henry di Addio alle armi, il Robert Jordan di Per chi suona la campana, il Nick Adams di Grande fiume dai due cuori, o più semplicemente il grande maestro della Lost Generation, Premio Pulitzer nel 1953 e Premio Nobel nel 1954 era un predestinato e suo nonno lo capì benissimo.

Il vecchio non dovette conoscere tutti i pettegolezzi sul conto del nipote per capirlo. Non dovette frequentare le donne innamorate che gli regalavano polli e tacchini soltanto per poter stare un poco con suo nipote; come non dovette vederlo in piedi davanti a una macchina da scrivere con una bottiglia di Amarone sul comodino. Non dovette neppure assistere a qualche suo irriverente e discutibile encierro a Pamplona per sapere che era destinato alla leggenda. Per nulla! Non lo pensò neppure quando lo vide ritornare su una nave, eroe di guerra. Lo capì molto, molto prima.

Il nonno materno, infatti, aveva scommesso sul ragazzino il giorno in cui tornando da scuola all’età di sei anni gli aveva sentito dire di aver fermato un cavallo in corsa. Non aveva dubitato davanti alle parole del bambino; aveva sorriso e poi si era limitato a suggerirgli che se avesse usato la sua immaginazione per buoni motivi sarebbe diventato qualcuno. Non sbagliò.

Quindi abbiate fiducia e non abbiate timore a chiedere chi e come eravate da bambini.
Magari anche voi avete un posto nella storia con il bambino che è in noi.

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