venerdì 2 aprile 2010

Comunque mi sembra di essere Stephen King.


Da mercoledì sono isolato. Una frana, causa pioggia, ha separato questo paese posizionato in una valle alla fine del mondo dal resto della civiltà. In realtà, una via di fuga, al momento, ci sarebbe: è una stretta e insidiosa carrareccia asfaltata che si incunea tra strapiombi e gole profonde sino al lago. Ma le previsioni parlano di un peggioramento climatico e di un ritorno della neve, quindi è prevedibile che nelle prossime ore l’isolamento diventi totale.
Immagino che dovrebbe essere un problema, e per qualcuno probabilmente lo è, ma per il sottoscritto non è così. Ho un libro nuovo da leggere, che presumo sia entusiasmante: “In due si uccide meglio”, scorte di cibo (salame, mortadella e mostarda di frutta in primis), bottiglie di vino buono (Primitivo e Ribolla Gialla) e pure una colomba da squartare domenica. Ho tempo per scrivere. Ho anche la rete che, grazie al cielo, funziona e che mi permette di stare collegato – a proposito ho appena postato un racconto in Usam.
Ma la parte più bella è il mondo di fantasia che una situazione del genere mi ha messo addosso. Insomma, cercate di capirmi, per uno che riempie la propria vita a dilettarsi nello scrivere racconti fantastici e dell’orrore un contesto del genere vale una miniera d’oro. Sarà il posto, il clima, la desolazione, ma vedo mostri e misteri dappertutto. Non prendetela come presunzione, ma mi sembra quasi di essere Stephen King.

3 commenti:

  1. aahahahaha
    secondo me hai poco vino!
    :D

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  2. ah ah ah!!
    la situazione da te descritta mi ispira assai!!
    immagino poi sia riuscito a uscire dall'isolamento, dato che questo accadeva due anni fa quasi!

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